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La Cantatrice

Liberamente tratto da "LA CANTATRICE CALVA" di Eugène Ionesco

regia di Savino Genovese

con

Lidia Ferrari

Dario Lupo

Gabriella Dal Lago

Marco Manganaro

Viren Beltramo

Savino Genovese

 

LO SPETTACOLO

Un testo di grandissimo valore storico e culturale, la freschezza di un’interpretazione energica, l’originalità delle idee registiche, il divertimento, la poesia, gli immancabili colpi di scena e una scenografia agile capace di adattarsi a qualsiasi luogo, saranno gli ingredienti della nostra Cantatrice Calva.

“Alla cantatrice calva sono molto affezionato perchè ha una sua umanità che risiede proprio nel non averla. La guerra è appena terminata e ci sono queste due coppie qualunque, nelle quali ognuno dei membri è il fantasma di sè stesso: non si riconosce allo specchio, non ricorda sua moglie, parla di banalità solo per aprire bocca o semplicemente (e in maniera orribilmente autoconservativa) ignora, ignora tutto ciò che succede ed è successo. Prevale l'istinto animalesco della sopravvivenza che risiede nel non ricordare, come il pompiere che attacca in maniera deliziosamente perfida un suo vicino, INGLESE, ma naturalizzato, dopo aver vissuto gli orrori di una guerra modellata dal nazionalismo. E questa indifferenza implode nel sentire nominare la bomba, la cantatrice calva. Ma la bomba non annienta, bensì si pettina. E il pompiere, che ha scelto di rompere il qualunquismo dopo aver raggiunto il suo apice di passione, se ne va. Come a dire: "Io ho capito,vi ho fatto ricordare...ora arrangiatevi". E allora fuoriesce l'umanitá, come un fiume in piena. L' umanità delle bestie che ci portiamo dentro, e che emerge con l'annientazione dell'essere umano.”(Dario Lupo)

"Adoro Mary la cameriera, sa bene cosa vuole, riesce ad odiare schiettamente ciò che fa senza mentire a nessuno, mai a se stessa. Supera, a volte, in autorevolezza, gli stessi signori di cui è servitrice. Con la sua forza, che è decisione, e poi pazzia, e ancora fragilità, mi sono persa in lei, che mi ha insegnato moltissimo e che nonostante i suoi miserabili difetti, mi spinge a ricercare intimamente la fermezza e la passione di una donna che, in un momento devastato dalla guerra e dalla paura, ha bisogno di esistere per davvero."(Lidia Ferrari)

"La Cantatrice Calva non è un semplice testo: è un campo minato. Avventurarsi nel salotto inglese dei Signori Smith vuol dire correre un rischio, consapevoli che l'esplosione potrà verificarsi da un momento all'altro, e le vittime potrebbero essere le nostre certezze, le nostre emozioni, la nostra sicurezza. Ionesco ci costringe a stare scomodi nelle nostre sedie, a muoverci continuamente, come se fossimo certi che da un momento all'altro arriverà qualcosa da cui scappare. Ma noi non scappiamo, andiamo fino alla fine: e che gioia, quando ci sediamo di fronte allo spettacolo di una terra rasa al suolo e troviamo, tra le macerie, le nostre radici."(Gabriella Dal Lago)

"Nell'arte tutto è conoscenza, fatica, pazienza, e ciò che scaturisce in un istante ha impiegato anni a crescere. Tutto nella nostra mente rimane possibile ed ogni cosa finché è nostra, è vera quanto un sorriso o quanto il sole la mattina. Ogni volta che questo sogno entra in contatto con il concreto, l'immaginazione incontra la sua fine, creare è come l'innesco della temerarietà nel momento dell'esplosione. La timidezza non produce nulla di buono, ma i timidi esistono a legioni, pensano a sè stessi, agli altri, a cosa si dirà. Si chiedono se saranno abbastanza originali, abbastanza al passo coi tempi. Non fanno quello che piace a loro. Il coraggio vero è essere se stessi, in piena indipendenza, amare ciò che si ama, trovare la radice delle vostre sensazioni. L'opera non può essere imitata, associata, dev'essere solitaria sana e pura. Essa parte dal cuore, dall'intelligenza e dalla sensibilità. L'opera reale è verità diretta e onesta. E' comunicare il proprio sapere. E' vita. Nel teatro credo che valgano, il mestiere e l'esperienza, il resto è istinto, decisione, spontaneità, massiccia liberazione di tutta l'energia accumulata. Le opere migliori sono al limite della vita reale; si distinguono tra mille quando fanno dire: "che coraggio è stato necessario". L'opera solida è preceduta da un salto nel vuoto, ignoto, acqua ghiacciata o rupe mortale. Un po' come amare, un salto nel vuoto mano nella mano, sfidando questa realtà. I miei insegnanti mi hanno dato questo, la fiducia e l'amore per poter prendere una bella rincorsa e saltare, mano nella mano." (Marco Manganaro)

 

DURATA, PUBBLICO E LOCATION: Lo spettacolo dura 1 ora. Il pubblico non ha un limite di partecipazione. Il luogo della messa in scena può essere qualsiasi locale adatto ad accogliere il pubblico desiderato, auditorium, atrio, palestra, ecc…