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L'elogio degli assenti

Liberamente ispirato a "Le serve" di Jean Genet

Scritto e diretto da Savino Genovese

Con Viren Beltramo e Silvia Mercuriati

Direzione tecnica di Fabio Partemi

Attenzione.
Sono creature dell'immaginazione;
non esistono.

Jean Genet

NOTA DI REGIA

All'assenza spesso segue la mancanza, questo riguarda tanto le cose quanto le persone. Parlare di qualcuno, nel bene o nel male, sottolinea che quel qualcuno è importante. La sua importanza ci esalta, ci turba, diventa il motore di scelte, comportamenti. La sola idea che qual qualcuno esista ma sia assente ci spinge ad innalzarlo su di un piedistallo immaginario.

Il mio intento è quello di mettere in luce le debolezze che spingono colei che realmente vive, sotto i nostri occhi, la propria storia, a spogliarsi di se stessa per dedicarsi completamente all' "assente".

Oggi è facile cadere nell'illusione di conoscere persone che in realtà non potremo mai incontrare, i cosiddetti "incontri virtuali" ci convincono che l'altro sia reale anche quando non lo è e confondersi può diventare sempre più pericoloso.

Il mio punto di vista sull'opera di J. Genet elegge a protagonista l'assente padrona a scapito delle presenti serve che, attraverso il gioco teatrale e quindi artificiale, materializzano a tal punto l'assente da dimenticarsi della loro stessa presenza.

Savino Genovese