IO NE ESCO

da 3 opere di Eugene Ionesco

Una nuova produzione della Compagnia GenoveseBeltramo

La verità è il mio obiettivo, sempre. Mi piace alternare stili e registri, umori e sentimenti diametralmente opposti. Ma il gioco ha senso solo quando risulta vero. Vero il gesto, vera la parola, veri i sentimenti. All’interno della nostra eccitante convenzione tutto è possibile ma solo quando vedo un attore vero in scena gli sono grata per quello che mi sta restituendo.

Una rielaborazione drammaturgica delle opere: Il Rinoceronte, Il Pedone dell’Aria e Il Re Muore

Scritto e Diretto da:
Viren Beltramo

Coreografie:
Valentina Gallo

Aiuto regia:
Fabio Renis

con la collaborazione dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino

interpreti

Leonardo aloi

Lidia ferrari

yuri ferrero

savino genovese

magda saba

Ionesco ha il coraggio di dire, senza il filtro di mediazioni intellettuali, ciò che probabilmente non passa per la testa soltanto a lui, ma, prima o poi, alla maggior parte della gente. Dà testimo-nianza delle sue paure, delle sue viltà, delle sue incurabili vanità, delle sue illusioni, delle sue incertezze, non esita ad oscillare da un estremo all’altro, a mescolare il razionale con l ‘emotivo, a mettere l ‘uno al servizio dell’altro, ora in un senso, ora nell’altro, a fare altrettanto con la cultura e l’esperienza quotidiana, sempre senza modelli a cui rifarsi, ma esplorandosi come potrebbe farlo, con ingenuità e sorpresa, un primitivo che, per uno strano caso, fosse in condizione di maneggiare i più raffinati strumenti elaborati dal pensiero umano.

 – Traducendo la Quete Intermittente – Gian Renzo Morteo

Dirottando lo sguardo al mistero viscerale dell’esistenza, spingendosi fino ai pendii più alieni dello sconcerto Ionesco ci restituisce la fosforescenza di taciute evidenze. Ciò che è insito, ciò che si trasforma, ciò che si presta ad irrefrenabile metamorfosi non necessariamente si aggrappa ad un senso. L’uomo è chi insorge. L’uomo è chi grida. Chi sbarra gli occhi al tintinnio della massificazione.

 – Eugène Ionesco: il barrito dell’assurdo – Laura Leuratti

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